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Pelle: segreti e trucchi per riconoscerne l'originalità

Quante volte vi siete domandati come fare a distinguere fra vera e finta pelle? Nell'offerta sempre più variegata e continua del mercato si trovano infatti capi e accessori di ogni genere: la vera pelle, tuttavia, ha delle caratteristiche imprescindibili e una garanzia di qualità che è frutto del lungo e complesso processo di lavorazione, di controllo, dell'artigianalità a tutto tondo che richiede.

Già...perché la prima linea di confine fra vera pelle e pelle sintetica è che un capo originale ha bisogno comunque di manualità: non tutto può essere fatto meccanicamente.

La vera pelle è resistente al fuoco – mentre i materiali sintetici tenderanno a bruciarsi velocemente – è traspirante, è caratterizzata da un odore inconfondibile, è estremamente resistente ma ha una struttura disomogenea tant'è che le classiche striature di colore – quel dettaglio che dà ai capi l'inconfondibile effetto invecchiato – rappresentano l'unicità di un prodotto 100% originale.

I capi in vera pelle sono certificati e spesso marchiati a fuoco per attestarne l'autenticità. Si può riconoscere le diversità fra vera pelle e tessuto sintetico anche e soprattutto dalla struttura: se il lato fiore, la parte esterna del materiale, può essere emulato in maniera (quasi del tutto) fedele, la parte interna – il cosiddetto lato carne – ha delle caratteristiche difficilmente riproducibili.

I vantaggi di indossare capi e accessori in vera pelle sono numerosi: prima di tutto c'è una garanzia di eccellenza e qualità che dà pregio al vostro acquisto; la resistenza del prodotto – e la resa – ha poi uno standard molto elevato.

Scegliere vera pelle vuol dire sostenere l'artigianalità di chi padroneggia un mestiere, di chi conosce i segreti delle lavorazioni, vuol dire avvalorare la scelta delle materie prime e puntare sull'eccellenza.

I prodotti sintetici sono spesso non tracciabili, hanno una durata di utilizzo medio-basso che va ad incrementare la dannosa economia della fast-fashion che si basa su principi di sovrapproduzione e sfruttamento della manodopera.



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